Tradate: nuove “installazioni” d’arredo urbano? No, solo l’ennesima genialata dei soliti furbetti
- ventisette.info

- 25 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
A Tradate c’è chi ha deciso di dare un tocco di creatività al paesaggio rurale. Lontano dal centro, su una tranquilla strada sterrata che si dirama da via Cascina Spiga, sono magicamente comparse… due poltrone.

Sì, proprio così: non opere d’arte, non panchine pubbliche, non progetti di riqualificazione finanziati dal PNRR. Semplicemente due vecchie poltrone buttate lì, con la grazia tipica di chi crede che “tanto non se ne accorge nessuno”.
Difficile non apprezzare la fantasia del gesto: perché farsi il tragitto fino alla discarica (comoda, gratuita e civile) quando puoi trasformare la campagna in un piccolo salotto all’aperto? Mancava solo un televisore, magari sintonizzato su un talk show del pomeriggio, e la farsa sarebbe stata completa.
Ma non scherziamo. Questo ennesimo scempio parla chiaro: siamo davanti al classico atto di inciviltà travestito da “furbata”. E badate bene: non è solo un problema di decoro o di ambiente. È questione di rispetto. Verso chi la città la vive davvero, la mantiene, la pulisce. Verso chi segue le regole, non perché obbligato, ma perché è così che funziona una comunità.
Ora, c’è sempre chi minimizza: “Eh ma dai, sono solo due poltrone…”. Vero. Ma dietro quei due pezzi di mobilio abbandonato c’è una mentalità precisa. Quella del “faccio come mi pare”, del “non è un problema mio”, del “che ci pensino gli altri”. E guarda caso, gli altri poi siamo sempre noi.
A qualcuno piacerà anche l’idea di un’Italia senza vincoli, dove ognuno fa quello che vuole. A noi invece piace l’idea di un’Italia dove libertà fa rima con responsabilità. Dove i cittadini si rimboccano le maniche, non per predicare, ma per dare l’esempio.
E magari – sogno proibito – dove le poltrone stanno nei salotti, e non nei fossi di campagna.




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