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Sumirago sommersa dai sacchi gialli: 20 giorni di ‘vacanza’ per la plastica!

  • Immagine del redattore: ventisette.info
    ventisette.info
  • 9 gen
  • Tempo di lettura: 1 min

Benvenuti nel 2026… o meglio, nel paese dove i sacchi della plastica hanno deciso di fare le ferie natalizie più lunghe della nostra voglia di smaltire pandori e panettoni. A Sumirago, la plastica non è stata ritirata per venti giorni. Sì, avete letto bene: venti giorni. E non stiamo parlando di un ritardo di qualche ora o di un semplice “oops, ci siamo dimenticati”. No, qui siamo nel regno dell’epic fail organizzativo.


L’ultimo passaggio di Coinger risale al 18 dicembre, proprio prima che il paese si trasformasse in una discarica di sacchi gialli. Durante le feste, quando tutti producono più rifiuti che calorie mangiando panettone, nessuno ha pensato di calendarizzare un ritiro straordinario. Risultato? Alcuni cittadini hanno accettato la sfida di convivere con i sacchi in casa, altri hanno sperato nel miracolo del ritiro e li hanno lasciati in strada, trasformando Sumirago in un festival di plastica a cielo aperto.



“Servizio minimo, comunicazione zero e amministrazione in modalità invisibile”, dice Stefano Romano del Gruppo Meloni Noi per Sumirago. Parole chiare: Coinger dormiva, l’amministrazione sonnecchiava, e i cittadini facevano gli equilibristi tra sacchi e panettoni.


Pasquale D’Alessio del Gruppo Misto aggiunge: “Alcune frazioni sono state liberate il giorno dopo, altre hanno ricevuto solo metà ritiro… vetro incluso. Indecente.” Indecente è dir poco.


Ora la promessa è una mozione per evitare che nel 2026 il copione si ripeta: ritiro immediato al primo giorno utile, zero costi extra e – speriamo – zero sacchi a fare la loro vacanza estesa.

Nel frattempo, i sacchi gialli restano lì a ricordarci che organizzarsi bene è un’arte che, a quanto pare, a Sumirago non è ancora stata scoperta.

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