Luino, centrodestra in fibrillazione: e se il candidato non fosse Pellicini?
- ventisette.info

- 18 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Se pensavate che le elezioni amministrative fossero roba da volantini e comizi in piazza… beh, a Luino la politica è più simile a un thriller in tre atti. I telefoni scottano, le cene diventano mini-tavoli di guerra e i corridoi del potere sono pieni di sguardi sospettosi. Tutto questo mentre il centrodestra cerca di capire chi, di grazia, guiderà la coalizione nel 2026.
Andrea Pellicini, il nome più scontato sulla carta, resta il candidato più forte… numeri alla mano. Ma qui viene il bello: più Pellicini sembra imbattibile, più qualcuno dentro e attorno a Fratelli d’Italia sembra chiedersi se sia davvero conveniente farlo scendere in campo. Tra impegni romani e presenze locali, pare che il rischio di avere un sindaco a metà tra Luino e Montecitorio stia facendo storcere qualche naso.
Se Pellicini dovesse esserci, allora il vicesindaco non sarà un ruolo decorativo. Si parla di figure che respirano Luino a pieni polmoni, con Davide Cataldo pronto a raccogliere la staffetta leghista. Se invece Pellicini dovesse defilarsi, i giochi si complicano: Pier Francesco Buchi, Dario Sgarbi, qualche nome “di ritorno” o addirittura una sorpresa inaspettata… insomma, il lotto è aperto e le sorprese dietro l’angolo.

Ma non fermiamoci ai soliti nomi. Nel panorama politico locale crescono anche le liste civiche: da Furio Artoni, pronto a dare battaglia, a Marco Massarenti con la sua “La nostra Luino”, lista che punta a prendere voti un po’ da tutti e far tremare le certezze dei partiti tradizionali. E ricordiamo: in città quasi la metà degli aventi diritto non va neanche a votare. Quella fetta di elettorato potrebbe decidere più di quanto tutti gli addetti ai lavori immaginino.
Tra ipotesi di convergenze più o meno improbabili, ritorni clamorosi e qualche possibilità femminile ancora misteriosa, il centrodestra sembra un po’ in cerca di se stesso. Chi guida? Chi decide? Chi ha voglia di rischiare? L’impressione è che, dietro la facciata di compattezza, qualcuno stia già facendo il conto di chi riuscirà a restare sveglio fino alla fine del mandato.
E mentre Fratelli d’Italia medita tra Roma e il lungolago, qualcun altro del centrodestra osserva e riflette: a volte la politica locale sembra proprio una partita a scacchi… ma con pezzi che a volte decidono di muoversi da soli.
Luino, quindi, è pronta a un 2026 dove nulla è scontato, le sorprese abbondano e i protagonisti potrebbero cambiare faccia all’ultimo minuto. E voi, siete pronti a seguire la partita più intrigante che la città ricordi?




Commenti