Saronno: quando “tutto va bene” diventa una forma d’arte
- ventisette.info

- 12 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Sei mesi. Solo sei mesi e già ci troviamo immersi nella versione rinnovata di Saronno secondo il sindaco. “Più bella, più sicura”, dice. E noi ce lo immaginiamo mentre sorride orgogliosa, come chi ha appena scoperto che cambiare una città sia simile a sistemare i cuscini del divano: tutto sembra perfetto finché non ci si guarda intorno con occhi un po’ più… realisti.
La prima cosa che salta all’occhio è la sicurezza. O meglio, la presenza della polizia locale. Ma attenzione: non stiamo parlando di una rivoluzione urbana o di strategie concrete, no. Si tratta di una maggiore visibilità degli agenti. Come se vedere qualcuno in divisa ogni tanto potesse sostituire una politica di sicurezza vera, fatta di prevenzione, di regole chiare e di attenzione costante ai cittadini. È come dire: “Guardate, abbiamo messo un cerotto sopra il problema, ma state tranquilli, funziona”.

E mentre il sindaco ci racconta di passeggiate natalizie tra luci scintillanti e piazze un po’ più ordinate, ci accorgiamo che il cuore della città – quello che davvero conta – resta in attesa. Il comparto Isotta Fraschini, ad esempio, è oggetto di grandi chiacchiere e tavoli con attuatori, progetti da chiudere, partite da finalizzare. Tradotto: mentre la città appare come una cartolina, le questioni strutturali rimangono sospese in una sorta di limbo amministrativo. È un po’ come ridipingere le pareti di una casa lasciando la fondamenta incrinata.
E qui sta il punto: promesse di cambiamento, ritocchi estetici, comunicati ottimisti… ma la sostanza? Quella che rende una città veramente vivibile e sicura, quella che non si misura in foto sui social o in passeggiate natalizie? Quella resta sullo sfondo, come sempre.
Non fraintendeteci: un po’ di ordine e qualche luce in più fanno piacere a tutti. Ma quando l’amministrazione parla di “cambiato approccio” e “collaborazione di tutti”, ci si domanda se la collaborazione sia tra cittadini o tra chi amministra e chi amministra… in fondo, chi non ama sentirsi parte di qualcosa che funziona davvero?
Insomma, Saronno sembra bella, ma guardando più a fondo si ha l’impressione che la bellezza sia tutta in superficie. E la sicurezza? Sicuramente più visibile, ma sempre con quella sensazione che qualcuno abbia deciso che l’apparenza basti. È la classica strategia di chi sa fare marketing, ma fatica a fare politica.
Alla fine, sei mesi passano in fretta. E tra un selfie natalizio e un annuncio di tavolo tecnico, la città aspetta. Aspetta che qualcuno trasformi la luce delle luminarie in luce concreta sul futuro dei cittadini. Perché, diciamocelo, Saronno merita più che apparire “bella e sicura”: merita di esserlo davvero.
E forse, un giorno, smetteremo di accontentarci del “sembra tutto a posto” e chiederemo finalmente i risultati concreti.





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