Quando la rabbia prende casa (e i figli guardano)
- ventisette.info

- 15 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Cronaca di ordinaria violenza che di ordinario non ha niente
C’è un momento in cui una casa smette di essere un rifugio e diventa un ring. A Varese, questo momento andava in scena da tempo, sempre con lo stesso copione: lui perdeva il controllo, lei raccoglieva i pezzi. Letteralmente.
La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 37 anni, italiano, curriculum giudiziario già piuttosto fitto e pure un DASPO in tasca – perché evidentemente il problema non era solo tra le mura domestiche. L’accusa è una di quelle che non ammettono ironia: maltrattamenti in famiglia. E la famiglia, in questo caso, aveva anche due bambini, 9 e 11 anni, spettatori non paganti di un clima tossico che nessun minore dovrebbe respirare.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, bastava niente. Un libro non trovato, un pretesto qualsiasi, e la miccia era accesa. Mobili rotti, oggetti scaraventati, la casa trasformata in un campo di battaglia. Poi la beffa finale: alla compagna toccava rimettere tutto a posto, come “punizione”. Un concetto di educazione sentimentale tutto suo, evidentemente.
La paura diventava così quotidiana da spingere la donna a scappare di casa, giusto il tempo di far calmare la tempesta. Peccato che la tempesta la seguisse anche fuori, sotto forma di telefonate cariche di minacce di morte e torture. Altro che chiarimenti: qui si parlava di controllo, dominio, terrore.

A mettere fine a questa spirale ci ha pensato la Squadra Mobile della Questura di Varese, che ha ricostruito il quadro e portato il caso sul tavolo della Procura. Il pubblico ministero ha chiesto il carcere, il giudice ha detto sì, e le manette sono scattate. Fine della corsa, almeno per ora.
Lui è dietro le sbarre. Lei e i figli provano a rimettere insieme una normalità che normale non è stata per troppo tempo. E no, non è una “lite degenerata”, non è un “raptus”, non è una storia privata. È violenza domestica. Chiamarla con il suo nome è il primo passo per non farla passare come rumore di fondo.




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