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Sesto Calende, soldi per la sicurezza. Ma qualcuno si è “dimenticato” di dirlo?

  • Immagine del redattore: ventisette.info
    ventisette.info
  • 18 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min


A volte sembra che parlare di sicurezza sia una specie di peccato veniale: tutti la vogliono, pochi la nominano volentieri. E quando arrivano fondi veri, di quelli che cambiano le cose, cala un silenzio sospetto. È quello che sta succedendo a Sesto Calende, dove l’Amministrazione comunale si è ritrovata fra le mani un finanziamento importante della Regione Lombardia per il potenziamento della Polizia Locale… ma senza particolare entusiasmo nel comunicarlo ai cittadini.

Un dettaglio, direte. E invece no.


Sesto Calende, soldi per la sicurezza

Il bando c’era. Il progetto c’era. I soldi… all’inizio no. Poi sì.

La storia è semplice: Sesto Calende aveva presentato un progetto per ottenere nuove dotazioni, strumentazioni e veicoli per la Polizia Locale. Progetto valido, approvato, ma fuori dai finanziamenti perché i fondi non bastavano.

Poi la Regione ha fatto una cosa rara in politica: ha aperto di nuovo il portafogli.Lo stanziamento è passato da 2,5 a circa 6 milioni di euro. Risultato? Sesto rientra, finanziato e pronto a rafforzare un reparto che sul territorio fa la differenza.

Una buona notizia per tutti. Almeno in teoria.


Trasparenza cercasi (possibilmente prima della prossima campagna elettorale)

A ricordare che la sicurezza non è un argomento da trattare sottovoce ci ha pensato il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che ha fatto ciò che l’opposizione dovrebbe fare sempre: chiedere chiarimenti, in modo pubblico, ordinato e senza giri di parole.

Quest’amministrazione – ricordano – si era impegnata a informare i cittadini su tutto ciò che riguarda la gestione della città. “Cittadini informati = cittadini responsabili”, diceva il programma. Un concetto impeccabile, peccato che nella pratica sia rimasto un po’ opaco.

E allora la domanda sorge spontanea: perché un finanziamento così importante è passato quasi sotto traccia?


Le quattro domande che i cittadini avrebbero fatto comunque

Fratelli d’Italia ha messo in fila ciò che tutti vorrebbero sapere senza dover fare un concorso in amministrazione pubblica:


  1. Quanti soldi sono arrivati, esattamente?

  2. A cosa serviranno? Quali mezzi o attrezzature verranno acquistati?

  3. Quando partirà il progetto e come sarà attuato?

  4. Come verranno informati i cittadini, visto che la trasparenza era il fiore all’occhiello del programma?


Domande dirette, lineari, di buon senso. Ed è proprio il buon senso, ultimamente, a sembrare l’ospite più raro in politica.


Un investimento importante. Una comunicazione un po’ meno.

Nessuno mette in dubbio il valore del finanziamento regionale: potenziare la Polizia Locale significa dare più sicurezza al territorio, più presenza, più risposte concrete ai cittadini. È un risultato positivo, punto.

Ma fingere che sia una questione “minore” rischia di far passare un messaggio sbagliato: che la sicurezza sia accessoria. O che riconoscere un merito istituzionale sia troppo difficile da digerire.


E ora? Si attende il Consiglio. Con le luci accese.

L’interrogazione sarà discussa nella prossima seduta utile. Sarà interessante vedere se arriveranno risposte chiare o l’ennesima collezione di frasi di circostanza.

Una cosa però è certa: la trasparenza, quella vera, non si esercita solo quando fa comodo. E i fondi sulla sicurezza – specie quando arrivano da un livello istituzionale che ha il vizio di mantenere gli impegni – andrebbero comunicati, valorizzati e condivisi. Non nascosti tra le righe di un verbale.

In fondo, la sicurezza dei cittadini non è un dettaglio. E nemmeno la loro fiducia.

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