Origgio: quando la tranquillità diventa un ricordo (e qualcuno deve svegliarsi)
- ventisette.info

- 3 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 4 nov 2025
Origgio, sabato sera, ore 19.30. Le luci si accendono, le strade non sono ancora deserte, eppure due individui decidono che il passeggio serale di qualcuno merita un “intervento” non richiesto. Sì, avete capito bene: due sconosciuti, a bordo di una macchina bianca, entrano in una casa di via Monfalcone come se fosse una semplice tappa di una gita cittadina.

I residenti, per fortuna più svegli di chi dovrebbe proteggerli, hanno immortalato il tutto e lo hanno condiviso sui social. Perché ormai è così: se non lo metti online, è come se non fosse mai successo. E se da un lato ci consola pensare che la comunità sappia reagire, dall’altro non possiamo fare finta di nulla: il problema della sicurezza a Origgio non è più astratto, è tangibile, reale, e ogni episodio lascia dietro di sé una scia di preoccupazione che nessun post su Facebook può cancellare.
Le telecamere hanno immortalato le sagome, le immagini scorrono sui nostri feed, e noi restiamo a guardare, commentare e condividere. Ma mentre il mondo digitale applaude, chi dovrebbe garantire la sicurezza reale – chi ha il mandato di farlo – continua a promettere, rassicurare e, alla fine, nulla cambia davvero. Non si tratta più di un caso isolato: negli ultimi tempi, la frequenza di questi episodi nelle zone circostanti è diventata inquietante.
È arrivato il momento di ammetterlo: se vogliamo vivere tranquilli, non possiamo delegare tutto. Fare squadra tra cittadini, restare vigili, comunicare ogni anomalia, questo è ciò che funziona nel mondo reale. Non basta chiamare il 112 e sperare che qualcuno arrivi in tempo. È la comunità che deve proteggersi, fino a quando chi ha il compito di amministrare – e di garantire sicurezza – non capirà che il problema non può più essere ignorato.
C’è bisogno di scelte concrete, di strategie vere e immediate. L’amministrazione di Origgio deve capire che la sicurezza non è un optional, non è una voce di bilancio che si può rimandare. È una priorità fondamentale, e ogni ritardo significa che episodi come quello di sabato diventeranno sempre più frequenti. E sì, Dio ci aiuti… ma non possiamo affidare tutto alla provvidenza.
Origgio è bella, viva, ma rischia di diventare una cittadina dove si teme il buio più del tramonto. Se vogliamo invertire la rotta, serve coraggio, coesione e responsabilità: dei cittadini, sì, ma soprattutto di chi governa. E mentre aspettiamo che qualcuno si decida a fare ciò che deve, il resto di noi non può restare con le mani in mano: attenzione, collaborazione e, perché no, un po’ di buon senso vecchia scuola.
La realtà è chiara: la sicurezza non è più un tema da dibattito, è un’urgenza. Origgio lo sa, i cittadini lo sanno… e l’amministrazione deve finalmente decidersi a fare la propria parte.


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