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La prova di forza di Fratelli d’Italia e il centrodestra sommese sull’orlo del voto diviso

  • Immagine del redattore: ventisette.info
    ventisette.info
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 5 ore fa


A Somma Lombardo il centrodestra non litiga: si blocca. E il motivo è uno solo. Fratelli d’Italia ha deciso di tirare dritto, senza ascoltare nessuno, trasformando la scelta del candidato sindaco in una prova di forza che rischia di portare la coalizione divisa al voto.

Il confronto provinciale andato in scena a metà gennaio, nato per mettere ordine nei Comuni chiamati alle urne in primavera, ha prodotto l’effetto opposto: ha certificato che sull’asse sommese l’intesa non c’è. Mentre Forza Italia, Noi Moderati e Lombardia Ideale convergono su Piero Cesare Iametti, FdI resta arroccata sul nome di Manuela Scidurlo. Nessuna apertura, nessun passo laterale. O così, o così.

 

Il problema, però, è politico prima ancora che elettorale. Perché quando un partito impone una candidatura senza riuscire a costruire consenso attorno a sé, il rischio è uno solo: rompere la coalizione. Ed è uno scenario che oggi, sotto traccia, viene messo in conto. L’idea di presentarsi separati al primo turno – per poi eventualmente ricucire al ballottaggio – circola come un’opzione estrema, ma non più tabù. Un azzardo che nessuno vuole rivendicare, ma che nasce da una rigidità tutta interna a Fratelli d’Italia.


Nel frattempo, i rapporti di forza si stanno muovendo. Iametti, avvocato con un passato da vicesindaco, viene visto dagli alleati come una figura più spendibile, più riconoscibile e soprattutto più competitiva contro il centrosinistra. Non a caso, il suo nome continua a crescere nei ragionamenti che contano, mentre la proposta di FdI resta isolata.

Sul tavolo delle trattative finiscono anche ipotesi di garanzie e incastri: mandato unico, vice blindato, percorsi futuri già disegnati. Ma sono dettagli, perché il nodo vero è un altro: chi comanda nel centrodestra sommese? E fino a che punto Fratelli d’Italia è disposta a spingersi pur di non arretrare?

 

A complicare il quadro c’è poi la dimensione provinciale. Le scelte che verranno fatte altrove – Luino in primis – potrebbero rimescolare le carte anche a Somma, in un gioco di pesi e contrappesi che spesso conta più dei territori stessi.

 

Una certezza, però, già c’è. Se il centrodestra dovesse arrivare alle urne diviso, non sarà per mancanza di alternative, né per assenza di mediazioni. Sarà perché qualcuno ha scelto lo scontro interno come strategia. E in politica, si sa, le prove di forza raramente portano voti.

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