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"Il Cimitero, i Vivi e l’Arte del Piagnisteo Istituzionale"

  • Immagine del redattore: ventisette.info
    ventisette.info
  • 26 set 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Gentili Amministratori di Gerenzano,

grazie della vostra mail. Davvero. Non capita spesso che un Comune risponda con così tanto trasporto, pathos, numeri, e—ci permettiamo—una punta di vittimismo d’annata, di quello buono, che si usa nei discorsi di fine mandato quando si è fatto poco ma si è sofferto tanto.


Il Cimitero, i Vivi e l’Arte del Piagnisteo Istituzionale

Dunque, ricapitoliamo: noi abbiamo pubblicato un post, chiamiamolo “pungente”, sulla situazione del cimitero comunale. I cittadini ci avevano segnalato lo stato pietoso (parola nostra, non vostra) della struttura e, da bravi operatori della comunicazione, lo abbiamo riportato. Con ironia, certo, ma senza insulti o toni da ghigliottina.


Voi ci rispondete con una mail di oltre 700 parole per dire, in sintesi: "Non è colpa nostra, ci sono stati i temporali, i soldi sono pochi, abbiamo pensato prima ai vivi". Il che, sulla carta, suona pure ragionevole. Ma c’è un piccolo problema: questa retorica del "buon padre di famiglia" (che ci ricorda più Don Camillo che la Costituzione) non può essere la scusa eterna per il ritardo cronico su tutto ciò che riguarda il decoro urbano, la manutenzione e il rispetto per i luoghi simbolici della comunità.


Le priorità: questione di prospettiva (e narrazione)

Che si sia pensato prima alle scuole e poi ai defunti, è una scelta. Anche condivisibile. Ma attenzione a spacciare ogni decisione come l’unica moralmente accettabile. Perché poi, sai com’è, ci si abitua a governare per emergenze e non per progettualità. E si perde il contatto con la realtà. Che, nel caso specifico, è quella di un camposanto abbandonato per mesi, e non di un'opera pubblica in fase di rifinitura.


E non lo diciamo solo noi. Lo dicono le foto, lo dicono i cittadini. Ma soprattutto lo dicono i tempi: se il disastro è del luglio 2023 e oggi siamo nel settembre 2025, forse—e dico forse—non è solo colpa delle grandinate. Forse c'è un problema strutturale di programmazione, comunicazione e, perché no, di scelte politiche.


Siamo dei cattivoni? O semplicemente liberi?

Ci accusate di non aver interpellato l’amministrazione. È vero. Non l’abbiamo fatto. Perché non siamo una testata allineata. Il nostro dovere non è garantire la versione istituzionale dei fatti, ma dare spazio a ciò che i cittadini vedono, vivono, subiscono. Poi, se l’amministrazione vuole fornire chiarimenti, benissimo: li pubblicheremo volentieri, qualora arrivassero da fonti istituzionali.


Ma attenzione: pretendere il diritto di replica prima ancora che una critica venga pubblicata è roba da altri regimi. A noi, invece, piace l’aria aperta, anche quella dei cimiteri.


L'associazione "divisiva" (spoiler: non è un insulto)

Infine, un piccolo capolavoro lessicale: l'accusa verso "un'associazione sempre divisiva e mai propositiva, nei toni e nei modi". Quindi, fatemi capire: se un’associazione fa notare le magagne, è divisiva. Se invece tace, è costruttiva? Curiosa idea di democrazia.


A noi le voci che "dividono" piacciono. Perché dividono dal silenzio. E dove c’è silenzio, in genere, c’è muffa. O peggio: rassegnazione.


In conclusione, vi ringraziamo per i numeri, i dettagli assicurativi, e le slide mentali. Ma ribadiamo: raccontare i disagi di un luogo simbolico come il cimitero comunale non è lesa maestà. È cronaca. È partecipazione. È diritto.


E se questo dà fastidio, beh, allora forse è il momento di ripensare non solo le priorità di spesa, ma anche la concezione stessa di cosa sia un’amministrazione pubblica: una guida, non un confessore offeso.


Con rispetto e irriverenza,

La redazione di Ventisette


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