top of page

Gerenzano chiama, la giustizia risponde: nasce il primo comitato “Sì” che non chiede tessere (ma idee)

  • Immagine del redattore: ventisette.info
    ventisette.info
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

C’è un posto, tra l’autostrada e il dibattito eterno sulla giustizia italiana, dove qualcuno ha deciso di smettere di lamentarsi e iniziare a organizzarsi. Succede a Gerenzano, provincia di Varese, dove prende forma una creatura politica piuttosto rara: un gruppo di cittadini per il Sì alla separazione delle carriere che prova a fare una cosa semplice e rivoluzionaria insieme — parlare di riforme senza trasformarle in tifoserie.


Sì, perché qui non si entra mostrando il badge di partito, né giurando fedeltà a un simbolo. L’idea è un’altra: mettere insieme persone, non sigle, attorno a una domanda che da anni rimbalza tra talk show, tribunali e bar sport: può un giudice essere davvero imparziale se nasce e cresce nello stesso recinto di chi accusa?


Il gruppo-cittadino nasce con l’ambizione di fare quello che la politica spesso promette e raramente pratica: aprire uno spazio civico vero, dove il referendum sulla separazione delle carriere non sia uno slogan ma un tema da capire, discutere, persino contestare — purché lo si faccia con la testa accesa.


A fare da innesco è il Circolo di Fratelli d’Italia di Gerenzano, che però gioca un ruolo dichiaratamente laterale: facilitatore, non proprietario. Tradotto: il megafono lo passano, non lo tengono. L’obiettivo è coinvolgere chiunque pensi che la giustizia non sia una faccenda per addetti ai lavori, ma una colonna portante della democrazia, al pari del voto e delle tasse (che paghiamo tutti, anche quando non vorremmo).


Gerenzano chiama, la giustizia risponde: nasce il primo comitato “Sì” che non chiede tessere (ma idee)

La separazione tra magistratura requirente e giudicante, spiegano i promotori, non è un tecnicismo per giuristi inamidati, ma una questione che tocca l’equilibrio dei poteri, le garanzie del giusto processo e la fiducia dei cittadini nello Stato. In altre parole: roba seria, che merita qualcosa di più di un post indignato sui social.


Secondo Andrea Fermata, questo sarebbe addirittura il primo gruppo-cittadino per il Sì in tutta la provincia di Varese. Un esperimento piccolo, locale, ma non per questo irrilevante. Anzi: è spesso da questi luoghi laterali che partono le discussioni più interessanti, quelle non ancora sterilizzate dal marketing politico.


L’invito è aperto, l’etichetta pure: chi vuole partecipare è chiamato a farlo non per difendere una bandiera, ma per contribuire a un confronto che riguarda tutti. Perché la giustizia, piaccia o no, non è mai “di qualcun altro”.


E magari, da Gerenzano, può partire qualcosa che va un po’ più lontano del solito comunicato.

Commenti


bottom of page