Fagnano Olona, il ciclismo amministrativo e l’arte dell’improvvisazione
- ventisette.info

- 14 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min
A Fagnano Olona, pare abbiano scambiato il Comune per un circuito ciclistico amatoriale: tanti giri, poca direzione, e ogni tanto uno sprint disperato giusto per far vedere che "ci sono". Solo che non siamo al Giro d’Italia, siamo in un paese con bilanci in rosso, opere ferme e cittadini giustamente stufi di assistere a uno spettacolo che di spettacolare ha solo l’imbarazzo.

L’ultima mossa dell’amministrazione Baroffio? Quella che potremmo definire “l’attacco in salita senza gambe”: quattro commissioni comunali convocate in fretta e furia tutte nello stesso giorno, dopo mesi – anzi, in alcuni casi oltre un anno – di totale immobilismo. La spiegazione ufficiale? Nessuna. Quella ufficiosa? Paura di un consiglio comunale straordinario chiesto dalle minoranze per parlare (finalmente) di cose concrete: bilancio GEASC in rosso, campi da calcetto abbandonati al destino, opere pubbliche in ritardo e con costi fuori controllo.
Nel frattempo, mentre Baroffio si lamenta dell’“informazione distorta” (non la sua, ovviamente: quella degli altri), i numeri parlano chiaro. Il bilancio 2024 di GEASC è in ritardo di sei mesi e chiude con un buco da 25.000 euro. E la famosa “riforma Baroffio-Michelon”, che doveva essere la panacea dei mali, ha ottenuto l’esatto contrario: più costi per il Comune, più spese per i cittadini, meno servizi. Un capolavoro. In una qualsiasi azienda privata, uno scenario del genere finisce con qualcuno che saluta la scrivania e svuota il cassetto.
Ma nel pubblico, si sa, vale la regola del “non è mai colpa mia”. Più che una giunta, sembra un laboratorio di alibi.
Campetti da calcetto: tra giudizi estetici e mancanze amministrative
Perché se c’è un tema in cui l’amministrazione ha davvero dato il meglio di sé, è quello dei campi da calcetto. Qui il sindaco ha pensato bene di dare il suo “apprezzamento estetico” al progetto. Bello, sì. Ma a noi, sinceramente, interessa sapere se è regolare, approvabile, funzionale. Non se “piace al sindaco”. Un Comune non è una galleria d’arte.
Il cittadino paga le tasse (tante), e pretende in cambio un’amministrazione che sappia distinguere tra una brochure patinata e un progetto conforme. Ma evidentemente, a Fagnano Olona, questo passaggio non è ancora chiaro.
Opere pubbliche: la grande fuga
Capitolo Colonia: annunci su annunci, ritardi pluriennali, costi lievitati e una gestione che – sorpresa! – non è stata nemmeno pensata. Prima si spendono 132.000 euro in più per restaurare dei gradini (portati a Roma, mica sotto casa), poi si scopre che non si sa nemmeno chi e come gestirà la struttura. Un capolavoro di pianificazione... all’incontrario.
E vogliamo parlare della mensa di Bergoro? 500 metri quadri, costi alle stelle, varianti su varianti, bonifiche non previste e conti che ballano più di un karaoke al sabato sera. Un progetto che doveva essere pronto un anno fa è ancora lì, fermo al palo. Ma guai a chiedere spiegazioni: è colpa del destino, della pioggia, del karma o – meglio ancora – della “disinformazione”.
Rotonde, palestre, promesse: ma chi ci crede più?
Quando non si sa più dove andare a parare, si fa l’unica cosa che riesce sempre: annunciare. Annunciare nuove rotonde, che dovrà però realizzare la prossima amministrazione (tanto paga Pantalone). Annunciare la nuova palestra per le scuole, che cambia forma e progetto ogni sei mesi, a seconda dell’umore del giorno. L’ultimo aggiornamento? “Riavviamo l’iter”. Tradotto: non sappiamo da dove cominciare, di nuovo.
Nel frattempo, il paese aspetta. Aspetta i fatti, mentre riceve solo parole. Chiacchiere. E distintivo.
Nessuna ideologia, nessuna visione. Solo incompetenza
Non è questione di destra o sinistra. Sarebbe persino ingeneroso nobilitare questa gestione con una definizione ideologica. Perché qui manca tutto: una visione, una strategia, una direzione. Quello che si vede è solo un’amministrazione improvvisata, che vive di comunicati, social e fotografie tagliate bene, mentre la realtà va a rotoli.
Gestire una città non è un passatempo, né un'esperienza da mettere sul curriculum. È un mestiere. E a Fagnano Olona, purtroppo, chi siede in cabina di regia sembra non averne mai letto nemmeno il manuale base.
In attesa che il conto lo paghino alle urne, i cittadini pagano in bollette, disservizi e frustrazione. E questo, più di ogni altra cosa, è l’unico dato davvero certo.




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