Quando l’ambulanza parcheggia sotto casa (e la sanità smette di scappare): Fagnano Olona fa sul serio
- ventisette.info

- 4 giorni fa
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C’è un momento, rarissimo, in cui la parola sanità smette di essere accompagnata da sbuffi, code infinite e numeretti luminosi che non avanzano mai. A Fagnano Olona questo momento ha una data precisa e un luogo altrettanto concreto: piazza Matteotti. Qui, dove una volta c’era il comando della Polizia locale, oggi c’è qualcosa di molto più rassicurante: un’ambulanza vera, pronta, accesa. Non una promessa. Non un rendering. Un’ambulanza.
Dal 2026 la Croce Rossa Italiana ha messo radici in paese. Non di passaggio, non “quando capita”, ma stabilmente. Tradotto: se succede qualcosa, i minuti non partono più da lontano. Partono da qui.
E no, non è solo una buona notizia da bollettino comunale. È un cambio di passo. Perché la famosa “sanità di prossimità”, quella che tutti citano e pochi vedono, qui ha deciso di presentarsi di persona. Con sirena, barella e personale a bordo.
Il Comune, dal canto suo, non si è limitato a tagliare un nastro. Ha fatto una cosa insolita: ha coordinato. Ha parlato con ASST Valle Olona, ha trovato uno spazio, ha messo insieme i pezzi. Il sindaco Marco Baroffio lo dice senza giri di parole: non è solo un servizio in più, è un salto di qualità. E non vale solo per Fagnano, ma anche per i comuni intorno. Perché le emergenze non rispettano i confini amministrativi, ma i tempi sì.

Dietro questa ambulanza parcheggiata bene non c’è un colpo di fortuna, ma una regia collettiva. Sabato 17 gennaio, all’inaugurazione ufficiale, ci saranno tutti: amministratori, vertici sanitari, medici di base, sindaci dell’ambito sociale. Una di quelle foto di gruppo che, per una volta, raccontano qualcosa di concreto invece di sembrare una recita.
E già che c’erano, Comune e Croce Rossa di Busto Arsizio hanno deciso di non fermarsi all’emergenza. Oltre alle corse a sirene spiegate, da Fagnano partiranno anche i trasporti sanitari programmati. Visite, controlli, spostamenti necessari. Su richiesta, con tariffe CRI. Meno pronto soccorso intasato, più servizi usabili. Rivoluzionario? No. Sensato.
Anche ASST Valle Olona la vede così. Per il direttore sociosanitario John Tremamondo il punto non è fare annunci, ma costruire reti. Mettere i servizi dove vivono le persone, non costringerle a inseguirli. Una frase che suona bene, certo, ma che qui ha una traduzione pratica molto semplice: un’ambulanza che non deve arrivare da chissà dove.
Alla fine la formula è disarmante nella sua semplicità: il Comune mette i muri, la Croce Rossa mette persone e mezzi. In mezzo ci sono i cittadini, che guadagnano tempo, sicurezza e un po’ di fiducia in più.
In un Paese dove la sanità è spesso sinonimo di attesa, Fagnano Olona prova una cosa audace: accorciare le distanze. E per una volta, non a parole.




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