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A Sesto Calende è arrivato un elfo. E ha messo sottosopra 46 negozi (con loro felice consenso).

  • Immagine del redattore: ventisette.info
    ventisette.info
  • 9 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min
outlet le grandi firme

C’è chi a Natale si limita alle luminarie, chi prova a infilare l’ennesima playlist con Michael Bublé, e poi c’è Sesto Calende, che per le feste decide di mettere in scena un corto natalizio con un elfo di sette anni in fuga tra vetrine, pacchetti e commercianti che – spoiler – hanno preso la cosa molto più sul serio di quanto ci si potesse aspettare.


A Sesto Calende è arrivato un elfo. E ha messo sottosopra 46 negozi (con loro felice consenso).

Il risultato? Un mini–film che vive sui social del Comune e che racconta una città dove la comunità non è una parola astratta, ma un cartello appeso sulla porta: “Dentro c’è gente vera”.


Il piccolo elfo che corre più veloce delle offerte del Black Friday

Lui è Gioele, anni 7, di Golasecca. È l’elfo incaricato di fare la cosa più delicata dell’intero reparto logistico del Polo Nord: raccogliere i regali nei negozi della città. E siccome a Sesto Calende nessuno fa le cose a metà, i negozi coinvolti sono quarantasei.

Quaranta-sei.

Per capirci: abbastanza perché l’elfo, a fine giornata, possa chiedere un TFR.


A raccontare il tutto, con una voce fuori campo sorprendentemente profonda per i suoi dieci anni, è Gianluca, di Taino. Tono caldo, ritmo giusto, zero paternalismi: sembra quasi nato per fare audiolibri motivazionali.


Un’idea partita in sordina e finita in “effetto domino natalizio”

La scintilla l’ha accesa Loredana Sanga, che inizialmente pensava di coinvolgere “qualche negoziante”. Poi la voce si è sparsa, qualcuno ha sentito “corto di Natale”, qualcun altro “progetto per la comunità”, e gli adesivi dei negozi partecipanti hanno iniziato a moltiplicarsi più dei panettoni in offerta il 23 dicembre.


Ed eccoli lì, i 46 di Sesto: ognuno con un pacchetto da affidare all’elfo, ognuno con un pezzo di identità locale da infilare nella slitta.


La scena finale: l’albero di luce e la filosofia del “si fa insieme o non si fa”

Il viaggio dell’elfo termina all’iconico albero di luce, il punto esatto in cui ogni sestese ha scattato almeno una foto negli ultimi dieci anni.

Lì i pacchi si radunano, in attesa della slitta di Babbo Natale.

Non succedono esplosioni, colpi di scena o droni: succede una cosa più rara.

Si vede una città che ci crede, che si riconosce e che si dà appuntamento non per un evento, ma per un’idea.


Il dietro le quinte: artigianale sì, ma con un cuore grande così

Il corto nasce da un team piccolo e agguerrito:

  • Ideazione: Loredana Sanga

  • Sound Design: Alejandro Capcha

  • Assistente produzione: Massimiliano Storari

  • Backstage: Carlo Pastore

  • Riprese e montaggio: Marco Montuoso, che normalmente lavora nel settore meccanico ma che, appena gli metti una videocamera in mano, diventa il cugino italiano di un giovane Spielberg.


Montuoso, da anni con la cinepresa nel cassetto, ci ha buttato dentro passione vera. Ed è evidente: il video ha quella qualità artigianale che non si compra, quella che nasce solo quando qualcuno fa qualcosa… perché gli va.


Patrocini, sostegni e un territorio che fa squadra

A supportare il progetto sono arrivati i patrocini del Comune di Sesto Calende e di:

  • ConfCommercio Gallarate Malpensa

  • Pro Sesto Calende

  • Gruppo Commercianti & Artigiani di Sesto Calende

  • Distretto Malpensa Nord Ticino

Un fronte compatto che, tradotto, significa: “La città ci crede. E ci tiene”.


Vuoi vedere il corto? Eccoti i link



Se Sesto Calende voleva dimostrare che il Natale può ancora essere una cosa semplice, giocosa e tremendamente autentica… ci è riuscita.

E stavolta non c’erano renne sintetiche né effetti speciali: solo un elfo, 46 negozi e una città che si muove all’unisono.

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