Jerago, piazza Mazzini e il cemento dell’oblio: una risposta (poco) elegante ai cittadini
- ventisette.info

- 22 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Jerago con Orago, ottobre 2025. Piazza Mazzini: pavimentazione ballerina, segnaletica in modalità “escape room” (serve intuito per decifrarla) e, ora, una risposta del sindaco che è riuscita nell’impresa di somigliare a una circolare ministeriale anni ’70: tanta retorica, zero sostanza. Ecco che cosa è emerso dallo scambio tra l’amministrazione Aliverti e Salvatore Marino, consigliere comunale che ha avuto l’ardire di dire ciò che tutti vedono, ma pochi hanno voglia di ammettere: la piazza centrale di Jerago cade a pezzi, ma pare sia tutto sotto controllo. Forse troppo.

La risposta è "il cemento rosso"
Cominciamo dal capolavoro amministrativo del mese: la risposta dell’attuale sindaco Aliverti (al potere da quasi un ventennio, con una disinvoltura che neanche le vecchie monarchie europee) alle legittime preoccupazioni sollevate da Marino. Una risposta che sa di brodo riscaldato, condita da un rassicurante “tutto va bene madama la marchesa” e, dulcis in fundo, una promessa che ha il sapore di una barzelletta edilizia: fissare le piastrelle con il cemento rosso.
Cemento rosso, sì. Come dire: la toppa più evidente del buco. Ché a quanto pare le piastrelle “meno nobili” (definizione originale del sindaco) non erano una scelta dell’attuale amministrazione, ma un’eredità pesante. Peccato solo che l’attuale sindaco sia lo stesso che da diciotto anni siede tra chi decide. Ma a quanto pare, la memoria è selettiva – e la responsabilità pure.
Marino, la voce di chi guarda le cose in faccia
In questo clima da operetta istituzionale, Salvatore Marino ha fatto quello che ogni cittadino vorrebbe da un rappresentante: ha aperto gli occhi e ha detto ad alta voce quello che si vede chiaramente camminando in piazza Mazzini. Cartelli coperti da adesivi, pavimentazione instabile, una piazza che avrebbe bisogno di cura, non di una lezione di ingegneria spiccia.
Marino non fa giri di parole: «Solo retorica», ha detto. E ha ragione. La risposta del sindaco pare più una supercazzola tecnica che una presa in carico reale del problema. E poi quel passaggio — delizioso — in cui si minimizzano i problemi di sicurezza come “episodi isolati”. Un cartello illeggibile non è solo brutto. È pericoloso, punto.
Chi guida davvero questo Comune?
Siamo a Jerago, non a Gotham City. Eppure, il sindaco pare vivere in un mondo parallelo dove ogni critica è un fastidio e ogni problema è causato da chi c’era prima. Ma, dettaglio non trascurabile: prima c’era sempre lui. Solo con un altro ruolo.
Marino ci tiene a sottolinearlo: diciotto anni di amministrazione non si cancellano con due righe in cui si incolpa “la giunta precedente”. Sarebbe come se un autista dopo aver fatto zigzag per 20 km desse la colpa al meccanico per la macchina storta. Non regge.
E mentre si studiano “soluzioni economiche, rapide e sicure” (tradotto: spendiamo poco e tappiamo alla meno peggio), la piazza resta un simbolo del degrado amministrativo che si cerca di coprire con il linguaggio tecnico e la finta compostezza istituzionale.
Un’opposizione che conosce le strade
Salvatore Marino non è uno che fa opposizione per sport. È uno concreto, che parla con la gente, che gira per il paese, che sa dove stanno le buche e chi le deve chiudere. E soprattutto, non ha l’arroganza di chi si crede sempre nel giusto solo perché sta sulla poltrona.
Il suo intervento non è uno sfogo. È un atto dovuto. Un modo per ricordare che le amministrazioni devono servire i cittadini, non nascondersi dietro le scuse. Perché se oggi c’è un problema in piazza Mazzini, domani potrebbe esserci su tutta Jerago. E allora non basterà il cemento rosso a coprire le crepe. Né quelle sulle piastrelle, né quelle nella credibilità politica.
Chi ha orecchie per intendere... controlli la segnaletica.
Jerago merita di più di un’amministrazione che confonde la manutenzione con la propaganda. E forse, per una volta, sarebbe il caso di ascoltare chi vede le cose per come sono, invece di chi cerca solo di spiegarle via.


Commenti