Cassano Valcuvia, rifiuti in strada: quando lo “smaltimento creativo” incontra Facebook
- ventisette.info

- 23 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Ah, Cassano Valcuvia. Quella perla della provincia dove la natura incontra la modernità… o almeno ci prova, finché qualcuno non decide che il bosco è un ottimo posto per “smaltire” il vecchio bancone del negozio.

La storia è semplice: un commerciante chiude bottega, deve liberarsi di un po’ di roba — tavole, mobili, clip porta-prezzi — e invece di rivolgersi a una ditta autorizzata, cosa fa? Va su Facebook. Eh sì, perché ormai il social network è la nuova Camera di Commercio: c’è chi vende biciclette, chi offre passaggi, e chi ti svuota il magazzino a prezzo “modico”.
Il prescelto, un 25enne con tanta buona volontà e zero autorizzazioni, prende il carico e lo “consegna” direttamente alla natura. Così, giusto per darle un tocco di arredamento rustico.
Risultato? Beccati entrambi dai Carabinieri Forestali di Cunardo.
Multa da 6.000 euro a testa e obbligo di andare a ripescare tutto.
Insomma, dal “servizio a domicilio” al “servizio sociale” il passo è breve.
L’Italia del “Ma sì, chi vuoi che controlli”
Il bello è che, ogni volta, la storia è sempre la stessa: “Eh ma io mica sapevo che serviva un’autorizzazione!”Certo, perché nel Paese dei mille decreti, dove pure per tenere un canarino serve un regolamento condominiale, smaltire rifiuti su una statale è quasi un atto di arte contemporanea.
Poi quando arriva la multa, scatta la meraviglia: “Stato oppressore!”, “Multe esagerate!”.No, amici: non è lo Stato cattivo, è la furbizia che non funziona più come una volta.
E meno male.
La legge come optional, la responsabilità come rumor di fondo
In Italia, le regole sono come i semafori alle tre di notte: solo un suggerimento.
Eppure, basta poco per capire che affidare i propri rifiuti a un tizio trovato su Facebook non è proprio la mossa del secolo.
Il codice ambientale parla chiaro: chi affida a non autorizzati risponde come chi abbandona.
È un po’ come dire che se dai le chiavi di casa a un ladro e poi ti svuotano il salotto, non puoi lamentarti del furto.
Eppure, il concetto sembra ancora troppo difficile da digerire per qualcuno.
Morale? Non c’è (ma c’è la multa)
In un’Italia dove tutto è “colpa del sistema”, fa quasi piacere vedere che qualcuno il sistema lo fa funzionare.
Niente retorica, solo fatti: i due signori hanno pagato, pulito e imparato — forse — la lezione.
E chissà, magari la prossima volta il bosco di Cassano potrà respirare senza il profumo del truciolato usato e delle clip porta-prezzi.
Perché la libertà è una gran cosa, ma quando diventa libertà di scaricare i mobili in statale… beh, allora forse servono più Carabinieri e meno “esperti su Facebook”.


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